Maturità 2026, domani i nomi dei commissari ma i compensi restano al 2007. Gilda Abruzzo: «Altro che valorizzazione, si trascura la sostanza»
- GildaPECH
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L'AQUILA – Alla vigilia della pubblicazione dei nominativi dei presidenti e dei commissari esterni per gli esami di Stato, prevista per domani 4 giugno sul portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, esplode la protesta della Gilda degli Insegnanti dell’Abruzzo. Al centro della dura presa di posizione c'è il clamoroso stallo dei compensi destinati al personale scolastico impegnato nelle commissioni, con tariffe congelate ai livelli fissati da un decreto interministeriale di ben diciannove anni fa.
Sulla scia delle ferme denunce già espresse dal coordinatore nazionale del sindacato, Vito Carlo Castellana, interviene oggi con determinazione il coordinatore regionale della Gilda Abruzzo, l’Avv. Salvatore Braghini.
«Cambiati i nomi, non la sostanza»
«Domani migliaia di docenti abruzzesi conosceranno la propria destinazione e assumeranno formalmente un carico di responsabilità enorme, ma lo faranno a fronte di una retribuzione indecorosa», esordisce l'Avv. Braghini. «A parole si sbandiera la volontà di riqualificare la professione. Si interviene sulla nomenclatura, rispolverando con orgoglio la formula tradizionale di Esami di Maturità, e si introducono modifiche del tutto marginali alla macchina burocratica. Quando però si passa ai fatti, il Ministero trascura sistematicamente la sostanza: è inaccettabile che nel 2026 si paghi ancora il lavoro intellettuale e professionale con le tabelle del lontano 2007».
Il peso dell’inflazione: -18% negli ultimi 4 anni
Il leader regionale della Gilda mette in fila i numeri per evidenziare l’insostenibilità della situazione, aggravata dalla corsa dei prezzi dell'ultimo quadriennio.
«Un adeguamento non è più differibile, se non altro per recuperare l’inflazione reale che negli ultimi quattro anni è salita fino al 18 percento ed ha letteralmente polverizzato il potere d'acquisto del personale della scuola», spiega Braghini. «Oggi un commissario interno percepisce una quota fissa lorda di appena 399 euro: una cifra offensiva se parametrata all'impegno, al carico di stress e alle ore di lavoro richieste tra commissioni, correzione degli scritti e colloqui orali».
Una richiesta di dignità
Per la Gilda Abruzzo il tema economico non è una semplice rivendicazione monetaria, ma una questione di rispetto istituzionale verso il ruolo sociale dei lavoratori della conoscenza.
«Credere nella centralità della scuola – afferma con forza il coordinatore regionale – vuol dire restituire anche e soprattutto dignità economica ai docenti, proporzionata alle enormi responsabilità che si assumono ogni giorno. Tanto più che la politica e la società chiedono continuamente alla scuola di fare veri e propri miracoli per dare stabilità, competenze e futuro ai nostri giovani. È un paradosso inaccettabile pretendere il massimo dai docenti senza però riconoscere il giusto valore alla loro professionalità».
La sigla sindacale abruzzese lancia quindi un appello affinché il tema dello sblocco delle indennità d'esame sia inserito immediatamente e con adeguate risorse finanziarie nella trattativa per il rinnovo contrattuale in corso.
L’Aquila, 3 giugno 2026.
Il coordinatore regionale FGU avv. Salvatore Braghini




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